COMMENTO A VIGANÒ

Non parlate di così tanta tristezza – non ce la faccio!

Ma la fine della fantasia mondiale è una grande speranza.

La settimana scorsa questi “Commenti” (13 luglio, n. 887) hanno fornito un riassunto della lunga giustificazione dell’Arcivescovo Viganò, sulla sua decisione del 28 giugno, di non rispondere alla citazione della Neochiesa a comparire davanti ad uno dei suoi tribunali per difendersi dall’accusa di scisma. Il riassunto, che è composto di 44 righe, una riga per ciascuno dei 44 paragrafi del testo originale, ha dato ai lettori almeno una panoramica dell’intero contenuto del testo dell’Arcivescovo, ma non ha mai fatto alcun commento su ciò che ha scritto, tranne che per il distico finale.Con alcuni argomenti si può non essere d’accordo,Ma qui c’è uno spirito Cattolico, fedele e libero.Nei “Commenti” di questa settimana, approfondiamo il verdetto in rima della settimana scorsa.La prima cosa che si nota del testo originale è la sua ricchezza di argomenti, non raccolti in una sequenza chiaramente riconoscibile, ma tutti incentrati sul messaggio centrale e più prezioso dell’Arcivescovo: il cosiddetto “rinnovamento” del Vaticano II (1962–1965) ha prodotto una tale profonda trasformazione nella Chiesa Cattolica che, sebbene le apparenze della Chiesa preconciliare potevano essere mantenute per ingannare i Cattolici che non stavano in guardia, tuttavia, la sostanza della Chiesa Cattolica è stata così alterata che non era più la vera Chiesa, ma una subdola falsa chiesa, così radicalmente falsa da doverle dare un nuovo nome perché i Cattolici non fossero più ingannati. Mons.Viganò stesso non la chiama Neochiesa, ma è così che la chiameranno questi “Commenti”, per brevità e chiarezza.Il motivo principale per cui l’Arcivescovo rifiuta la convocazione di Roma è facile da spiegare: tra la Neochiesa e la vera Chiesa c’è una tale contraddizione (13) che, mentre la vera Chiesa ha un’Autorità divina tale da poter esigere dalle anime l’obbedienza, pena la dannazione eterna (Mc. XVI, 16), al contrario, la Neochiesa non ha tale autorità perché con tutte le sue false dottrine ha rinunciato a quella Verità Cattolica, la cui difesa e protezione è lo scopo stesso dell’Autorità Cattolica divina. Dal momento della caduta di Adamo ed Eva, l’umanità ha vissuto in un mondo decaduto in cui non era più sufficiente presentare la Verità di Dio perché fosse accettata.Ma quando il Verbo si fece carne, circa 4000 anni dopo, l’umanità era diventata così corrotta che, per salvare un numero significativo di anime, Nostro Signore dovette istituire una gerarchia per imporre la Verità salvifica: un Papa (Pietro), vescovi (Apostoli) e sacerdoti (discepoli). Gli uomini potevano ancora scegliere di disobbedire alla gerarchia e alla Verità di Dio, ma la Sua gerarchia avrebbe continuato, in linea di massima, a sostenerla – fino a quando Lutero non ha scatenato di nuovo la corruzione culminata nel Concilio Vaticano II, dove la stessa gerarchia di Nostro Signore, in linea di massima, ha abbandonato la Verità di Dio. Questa spaccatura tra la Verità di Dio e l’Autorità di Dio ha causato, di certo, una crisi senza precedenti in tutta la storia della Chiesa, al di là di ogni riparazione umana, dove solo Dio sarà in grado di ripristinare il Suo Papato. Ma lo farà per rendere possibile un ultimo trionfo della Chiesa Cattolica prima della discesa dell’Anticristo.Ecco la realtà di fondo della nostra situazione nella Chiesa e nel mondo di oggi. Mons. Lefebvre la riconobbe e, non sottovalutando il problema, fece ciò che era ancora umanamente possibile per attenuarlo. L’Arcivescovo Viganò cita il suo esempio (2) e fa il possibile per seguirlo, rifiutando, ad esempio, di presentarsi alla convocazione della Roma apostata, con una grande quantità di argomenti per giustificare il suo rifiuto. Si può essere in disaccordo con alcune delle sue argomentazioni, ad esempio sulla Sede vacante a Roma. Ma si tratta di dettagli che impallidiscono di fronte alla sua comprensione della gravità complessiva della crisi, che annulla l’autorità della gerarchia. Ecco la vera fede dei martiri della Chiesa di tutti i tempi. Che il coraggio e l’insegnamento dell’Arcivescovo Viganò possano aprire molti altri occhi finché Dio gli darà vita.Kyrie eleison
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One thought on “Eleison (888)

  1. Gentile Redazione, vi ringrazio per questa profonda riflessione sulla crisi dell’autorità e sulla necessità di discernimento in un mondo sempre più caotico. Mons. Viganò tocca corde sensibili sulla confusione tra ciò che è lecito e ciò che è giusto. A questo proposito, vivendo in una realtà sempre più digitalizzata, mi chiedevo come un cattolico debba porsi di fronte alle nuove strutture legali che lo Stato impone, specialmente in paesi a forte tradizione come il Brasile, dove ora tutto viene regolamentato in modo tecnico. Ad esempio, guardando alle nuove normative sui servizi digitali e le piattaforme certificate su , secondo voi, questo eccesso di regolamentazione statale è un altro modo per soffocare la libertà di giudizio del fedele o può essere visto come una forma di tutela necessaria in questa “falsa chiesa” del progresso? Sarei curioso di sapere se vedete un nesso tra questa burocratizzazione della vita quotidiana e la perdita della sostanza spirituale di cui parla l’Arcivescovo.

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